| Il Dharma, la medicina per la mente
a cura di Geshe
Tubten Tenzin
La motivazione mentale con cui ci si avvicina alla
pratica spirituale rappresenta un aspetto molto importante del cammino
interiore. Per generare la motivazione per prima cosa è necessario
avere una buona conoscenza di se stessi, riconoscere di essere malati,
come dei pazienti che hanno bisogno di guarire ad un livello interiore.
Possiamo vedere il Dharma, quindi, come la “medicina”,
il nostro maestro come il “medico” che ci somministra
la cura e la meditazione come il “metodo” per assumere
correttamente la medicina. Possiamo così vivere la meditazione
come una cura per la mente.
E’ importante riconoscere le proprie afflizioni
mentali - orgoglio, avarizia, gelosia, attaccamento, ignoranza –
come malattie che ci affliggono e avere il desiderio di guarirne.
Queste malattie sono un qualcosa che hanno tutti, non dobbiamo pensare
di essere gli unici a soffrirne: un po’ tutti ne sperimentano
i sintomi e subiscono gradi differenti della malattia stessa. Anche
andare al mercato, vedere un oggetto che ci piace, desiderarlo e
subito preoccuparsi di come fare ad averlo: anche questa è
una sorta di malattia; si chiama attaccamento.
Poi bisogna riconoscere che le malattie di cui soffriamo
non dipendono dagli altri ma riguardano la nostra mente, sono create
da noi stessi. La causa principale di queste malattie è l’ignoranza
e il Dharma è la medicina per l’ignoranza.
L’ignoranza è l’origine di molti
problemi mentali; ad esempio, una coppia di fidanzati trascorre
una parte del proprio tempo unita e un’altra parte divisa.
Ma se uno dei due comincia ad avere dubbi sull’altro, a non
avere più fiducia in quello che l’altro fa quando è
lontano, si crea una atmosfera di diffidenza che è generata
proprio dall’ignoranza. E’ importante, invece, credere
negli altri, abbiamo bisogno dare loro fiducia il più possibile.
In particolare è importante avere fiducia
nei confronti dei giovani e anche dei bambini. Non è bene
esagerare con le raccomandazioni del tipo: non uscire a quell’ora,
non andare in quel posto, non frequentare quelle compagnie... Invece
bisogna dare loro più fiducia.
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