| Domande & Risposte sul Dharma
D. Come possiamo capire il livello di realizzazione
spirituale nostro o di altri ?
R. Realizzazione
è una parola grossa.
A volte, dopo molto tempo in cui ci si dedica alla pratica ci si
guarda indietro e si percepiscono dei miglioramenti caratteriali
e la riduzione delle nostre negatività più grossolane.
Si scopre che ci si arrabbia di meno, che si è più
tolleranti, meno possessivi e più lucidi e consapevoli.
Questi sono segni che il nostro spazio interiore è aumentato
e che non ci identifichiamo più immediatamente con le negatività
e che queste hanno dunque meno presa su di noi.
Questi sono tutti miglioramenti sul cammino verso realizzazioni
più elevate che sono la Bodhicitta relativa e assoluta, le
vere cause dell’Illuminazione di un Buddha.
Per sapere quanto le abbiamo sviluppate dobbiamo considerare quanto
la nostra attitudine interiore sia rivolta al bene degli altri e
quanto invece al nostro interesse personale.
La Bodhicitta è una mente totalmente altruista, basata su
un senso di completa equanimità in cui 'nemico',
'amico' e 'persona indifferente' sono egualmente
oggetto del nostro amore e compassione.
La Bodhicitta assoluta è invece fondata sulla mente di saggezza
con la quale si riesce a dissolvere il senso dell’io e dei
fenomeni come entità aventi un esistenza propria e indipendente.
Se non sappiamo trascendere la nostra visione della realtà
limitata e dualista significa che questa realizzazione non è
ancora sorta in noi.
Manjushri ha trasmesso ad un grande lama del passato questo breve
insegnamento che contiene i principi del sentiero del Dharma e che
si può usare come cartina tornasole per comprendere il livello
che si è raggiunto:
‘Se desideri per questa vita non sei una persona spirituale
Se desideri per il ciclo dell’esistenza condizionata questa
non è la corretta rinuncia.
Se desideri per te stesso/a questa non è la corretta Bodhicitta
Se ti aggrappi alla vera esistenza (di qualsiasi fenomeno) questa
non è la corretta visione’
Questo insegnamento mi è stato trasmesso da uno dei miei
primi Maestri, Sua Santità Sakya Trizin.
Per quanto riguarda le realizzazioni altrui è impossibile
capire il vero livello di un'altra persona. Riguardo a questo mi
viene in mente un paradosso che viene usato a volte negli insegnamenti.
E’ detto che noi potremmo essere le ultime persone ancora
non illuminate e che, dal momento che per raggiungere l’Illuminazione
bisogna sviluppare amore e compassione, è necessaria la presenza
degli altri. I Buddha si manifestano dunque come esseri ordinari
per aiutarci ad ottenere il risultato finale. Quindi la verità
è che chiunque potrebbe essere un Buddha e dobbiamo quindi
evitare di giudicare gli altri e dobbiamo rispettarli. Queste riflessioni
ci forniscono una ragione in più per evitare di arrabbiarci
con gli altri e far loro del male.
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