Domande & Risposte sul Dharma

D. Nella meditazione sulla vacuità, si riconosce la vera natura della mente. Come si fa nel tantra? Ci sono delle visualizzazioni da fare durante questa meditazione?

R. La vera pratica del Tanta richiede delle qualificazioni elevate che si riassumono essenzialmente nell’aver sviluppato una motivazione totalmente rivolta al bene altrui e con un grande senso di urgenza di poter aiutare tutti gli esseri. Questa motivazione è chiamata Bodhicitta relativa e consiste nel voler raggiungere l’Illuminazione per condurre tutti gli esseri allo stesso stato.

Poi, e qui vengo al soggetto della domanda, bisognerebbe avere la capacità di vedere se stessi e i fenomeni, non solo in termini relativi e dualisti, ma nella loro natura ultima che è Shunyata, cioè la mancanza di esistenza inerente. Questa è chiamata Bodhicitta ultima. In particolare nei Tanta in cui noi stessi ci manifestiamo come la divinità con la cosiddetta autogenerazione, vi è dopo il rifugio, la motivazione e gli altri preliminari, il mantra OM SWABHAVA SHUDDA SARWA DHARMA SWABHAVA SHUDDO HAM che significa essenzialmente: ‘Tutti i fenomeni ritornano alla loro vera natura che è vacuità, ovvero mancanza di esistenza inerente. Dopo di che, nella vacuità appariamo come la sillaba seme e questa si manifesta come la divinità in questione.

Qui dobbiamo comprendere che nella prospettiva Buddista i fenomeni interni ed esterni non si sono mai allontanati dalla loro vera natura che è appunto Shunyata L’apparenza dei fenomeni così come si presentano ai nostri sensi, è illusoria e noi ci aggrappiamo ad essa come se fosse reale. Questa ‘apparenza ordinaria’ è il principale ostacolo nel Tanta. A queste considerazioni possiamo trovare un riscontro scientifico, se non altro per il fatto che noi percepiamo le cose come solide e statiche mentre sappiamo che sono composte da particelle in movimento e in costante mutamento.
La questione è che nel Tanta, se noi non sappiamo entrare nella prospettiva ultima della realtà, finiamo per sovrapporre alla visione illusoria un ulteriore illusione.
Il Tanta è detto il sentiero del risultato perché si dovrebbe entrare in un ottica illuminata fin dall’inizio, portando così il risultato al momento della causa. Ovviamente, se questo viene fatto senza sapere superare la prospettiva egocentrica, il rischio è di un ulteriore autoinganno, specialmente quando la motivazione corretta non è stata ancora sviluppata. Quindi è bene mantenere il buon senso e accettare il fatto che molto probabilmente non siamo ancora qualificati per essere dei veri praticanti del Tanta, ma stiamo piuttosto addestrandoci in vista di una più autentica pratica futura.

L’autoguarigione NgalSo permette di avvicinarci in un modo più semplice alla pratica del tantra. Alcune persone, a causa di pratiche seguite nella vita precedente, riescono a praticare il tantra con successo, ma per la maggior parte di noi risulta una pratica molto complessa e di difficile comprensione. Con l' autoguarigione, grazie alla benedizione di Lama Gangchen Rinpoche, possiamo avvicinarci alle basi del tantra, indipendentemente dalle nostre conoscenze e realizzazioni, e riceverne grandi benefici.


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