Domenica 23 ottobre
dalle 09.00 alle 13.00
dalle 14.30 alle 18.30 |
Massimiliano
Cervo
Iniziazione Reiki di Primo livello
Reiki è il metodo di guarigione naturale, riscoperto
in Giappone dal dott. Mikao Usui all’inizio del 1900.
Le origini del Reiki pervengono dal Buddismo Tibetano, infatti,
esiste una pratica chiamata “NgalSo Chawang Reiki”,
che in questo momento è trasmessa da Lama Gangchen
Rinpoche.
La parola giapponese Reiki è composta di due aforismi:
la parola REI che significa “aspetto universale”
e la parola KI che riguarda “tutto ciò che si
manifesta e vive”. Per cui il Reiki è un metodo
che si occupa di riequilibrio energetico, fisico e mentale
di chi lo pratica, ma soprattutto un percorso di crescita
personale e di evoluzione spirituale.
Reiki è dunque un “Metodo” o una “Tecnica”
che permette di canalizzare attraverso il nostro “sistema
energetico sottile” l’Energia Universale e di
trasmetterla attraverso il semplice contatto delle mani.
Il Reiki nella sua sostanza è semplicissimo, ma molto
efficace: è sufficiente appoggiare le mani e lasciar
fluire l’Energia. Tutti possiamo praticare il Reiki
senza nessun limite di età, senza nessun Credo particolare,
senza nessun bisogno di esserci portati o di possedere poteri;
è una connessione con l’Energia Vitale Universale,
che si sperimenta immediatamente, dopo aver preso la prima
attivazione.
Le attivazioni vengono date durante un corso della durata
di una giornata. Il “Master” ossia colui che trasmette
l’attivazione, attraverso una semplice procedura riapre
i canali energetici rimuovendo una serie di blocchi e mette
in contatto l’Energia della persona (KI) con l’Energia
Universale (REI). Quando una persona è attivata, iniziano
quindi una serie di processi naturali di armonizzazione favorendo
la crescita a diversi livelli. Il Reiki funziona subito, indipendentemente
che ci crediamo o no e non ci abbandona mai.
Vedi
il programma dettagliato del corso
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La cerimonia del Buddha della Medicina
è una speciale puja che si svolge da più di 15
anni in Malesia per purificare, attraverso delle potenti preghiere,
l’anima dei morti.
Quest’anno Mr. Kok, che è un caro amico e discepolo
di Lama Gangchen è stato invitato dai nostri centri italiani
per organizzare quest’importante cerimonia.
Tutti sono invitati a partecipare per pregare e dedicare questa
energia ai propri cari defunti. Durante la cerimonia saranno
scritti i loro nomi su dei fogli di carta e in seguito saranno
bruciati come simbolo di purificazione. Il
Buddha diede molti insegnamenti che furono poi raccolti in
libri, molti di questi oggi si trovano nelle nostre librerie;
ma come è avvenuto invece per quella parte di insegnamenti
del Buddha che riguarda la medicina? Semplicemente perché
tra coloro che circondavano il Buddha qualcuno andò
da lui con dei problemi, e sicuramente si recò anche
tanta gente malata; il Buddha si manifestò a loro come
il Buddha della Medicina. Egli si manifestò con gli
abiti da monaco color zafferano, che simboleggiano l'autocura,
l'autoguarigione, l'autoprotezione, la non violenza. Si può
dire che la non violenza è la base del buddismo. Se
osserviamo bene un dipinto che lo raffigura, potremo notare
che i lobi delle orecchie sono molto grandi, cosa che nell’antico
Oriente rappresentava la vitalità corporea della persona,
inoltre una capigliatura particolare che nel buddismo è
in relazione con il ciakra del capo e con l’aura; la
ciotola che tiene nella mano sinistra contiene il nettare
medicinale che dona l'immortalità, la libertà
dalla malattia e dai problemi psicologici. Sulla ciotola c'è
una pianta medicinale perché le medicine tibetane sono
generalmente a base di erbe; ma contengono anche minerali,
terre, cristalli, ecc. Nell'altra mano ha una pianta conosciuta
col nome di mirabolano; secondo la medicina tibetana, può
curare 404 gruppi di malattie, praticamente quasi tutte. Il
Buddha della Medicina si manifestò in un palazzo dai
colori dell'arcobaleno. Intorno a questo palazzo vi sono delle
montagne dove crescono delle piante dalle quali si ottengono
delle medicine di natura fredda. All'interno del palazzo,
crescono tutte le altre piante a temperatura calda che danno
medicine di tipo caldo, come ad esempio il peperoncino. Quindi
se uno ha una malattia di natura fredda, gli si deve dare
un antidoto di natura calda. Dall'altra parte c'è una
foresta solo di mirabolano e tutt'intorno gli altri tipi di
piante medicinali esistenti, cristalli curativi, ecc. Quindi,
alla fine che cos'è esattamente la medicina? Buddha
disse ai suoi discepoli: “Andate e portatemi qualcosa
che non sia una medicina”. Ognuno portò un oggetto
strano: un sasso, un serpente, ecc., ma alla fine Buddha disse
che tutto era medicina, qualsiasi cosa al mondo può
diventare una medicina, sempre che lo si sappia ben utilizzare. |